PostHeaderIcon GIORNALISTI: FREELANCE, SIAMO FANTASMI ANCHE PER LA FNSI

(ANSA) – ROMA, 4 FEB – “I freelance sono fantasmi anche per la Fnsi. Oggi il consiglio nazionale discute delle proposte sul lavoro autonomo che di fatto escludono i freelance dalle trattative sindacali con la Fieg. La commissione proposta dalla Fnsi sarà guidata da contrattualizzati e non da giornalisti freelance eletti direttamente dalla base”: è quanto si legge in una nota dell’Unione Sindacale Giornalisti Freelance.

Oggi l’Usgf ha inscenato una protesta: colleghi vestiti da fantasmi, “i fantasmi dell’informazione”, hanno distribuito volantini ai consiglieri nazionali per chiedere il riconoscimento dell’organismo di base dei freelance, che oggi forniscono più del 50 per cento dell’informazione sui media.(ANSA).

PostHeaderIcon Scontro tra Fnsi e Ordine sulla crisi del giornalismo I nodi: precariato e scuole. Parte la fronda dei freelance

È scontro tra Ordine dei giornalisti (Odg) e Federazione nazionale della
stampa italiana (Fnsi). Precariato, riconoscimento a manica larga del titolo
di giornalista, scuole di giornalismo e riforma sono i temi al centro del
diverbio.  Si tratta, a dir il vero, di problemi quasi endemici della professione,
che oggi assumono però maggior peso vista la crisi dell’editoria. Mentre
almeno 700 giornalisti saranno costretti ad abbandonare le proprie redazioni
entro fine anno, il sindacato se la prende con l’Odg e l’Odg fa le pulci al
sindacato.

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PostHeaderIcon CHI HA PAURA DEI FREELANCE?

Hanno disatteso la mozione del Congresso Nazionale della Fnsi del 2004, approvata all’unanimità, che prevedeva la nascita dell’Organismo di Base dei freelance, ignorato le richieste firmate da centinaia di freelance e il lavoro di decine di freelance che da anni si impegnano perché il nostro sindacato unico costituisca l’Organismo di Base dei freelance e dia a questa parte della categoria in crescita esponenziale la sua giusta rappresentanza. Perfino dimenticato l’impegno preso dal Presidente Roberto Natale a convocare in tempi rapidi  la Commissione Statuto per le modifiche necessarie a introdurre il nuovo OdB. Leggi il resto di questo articolo »

PostHeaderIcon INCONTRO A ROMA IL 25 GENNAIO ALLE 19 Via libera alla stabilizzazione dei Co.Co.Co. Cosa cambia.

Lo scorso dicembre i ministeri vigilanti hanno approvato la delibera del Consiglio di amministrazione dell’Inpgi.
Ma a
chi si applica il nuovo regime? Quali Co.Co.Co. potranno usufruirne?
Se avete dei dubbi sulle nuove regole per i Co.Co.Co, ma anche in generale sulla gestione separata
(aliquote contributive, pensioni di anzianità e vecchiaia, riscatti ecc),
l’occasione per chiarirli sarà l’incontro con
Simona Fossati del Cda dell’Inpgi in rappresentanza del Comitato Amministratore dell’Inpgi2
e con Cristiana Cimmino, sindaco dell’Inpgi.
Risponderanno ai vostri quesiti lunedì 25 gennaio alle ore 19 a Roma, in via delle Carrozze 19.
Confermate la vostra presenza a:

PostHeaderIcon Compensi minimi vincolanti in arrivo per gli avvocati, e i giornalisti?

Roma, 9 dicembre 2009

Presto gli avvocati potrebbero avere di nuovo onorari minimi «inderogabili e vincolanti», aboliti nel 2005 in seguito alle liberalizzazioni introdotte dalla legge Bersani per tutti gli Ordini professionali, compreso quello dei giornalisti. Sarebbero i primi a riavere le tariffe minime se viene approvato il testo di legge, bipartisan, in discussione alla commissione giustizia del Senato. L’iter legislativo dovrebbe concludersi positivamente agli inizi dell’anno nuovo. Non è finita. La riforma forense prevede anche un accesso alla pro­fessione più rigoroso e verifiche bien­nali per aggiornare gli albi, de­pennando d’ufficio chi non esercita la professione in «mo­do continuativo e ed effetti­vo».

Ritorniamo alle tariffe minime: gli avvocati, nel corso delle audizioni parlamentari, hanno sostenuto che sono in linea con il diritto comunitario e che rappresentano un deter­rente per la grande commit­tenza sempre più tentata ad abbatte­re le tariffe. E sono stati ascoltati.

E i giornalisti? Altro scenario: Commissione Cultura della Camera dei Deputati. Lo scorso 5 novembre si comincia a discutere la proposta di legge, presentata da un gruppo di parlamentari quasi tutti giornalisti, che prevede alcune modifiche della legge istitutiva dell’Ordine dei giornalisti, la n. 69 del 1963.

Nel testo di riforma non c’è nessun riferimento alle tariffe minime. Forse i rappresentanti del nostro Ordine se ne sono dimenticati durante le audizioni coi parlamentari? O semplicemente ignorano che un collega non contrattualizzato – quindi non tutelato – può essere pagato anche pochi euro per il proprio lavoro?

Eppure c’è stata anche una recente sentenza della Corte di Cassazione sui compensi minimi. Il giudice ha dato ragione a un collega pagato con un compenso indecente, condannando l’editore a integrare la differenza con quanto previsto dal tariffario dell’Ordine. In particolare, la Suprema Corte ha ribadito che, in mancanza di un accordo con l’azienda, al giornalista spetta il compenso previsto dalle tariffe professionali. Tariffe, lo ricordiamo, ferme al 2007 perché l’Antitrust ne aveva chiesto l’abolizione, peraltro mai applicate né fatte rispettare già prima che entrasse in vigore la legge Bersani.

Il nostro Ordine continua a tacere.

PostHeaderIcon L’eurodeputato Graham Watson ai giornalisti freelance: “Libertà d’informazione e diritti dei giornalisti. Fondamentale aprire un dibattito in Europa”

Roma, 26 novembre 2009

“La libertà d’informazione e i diritti dei giornalisti sono un tema fondamentale sul quale è urgente aprire un dibattito in Europa. Per questo saluto con favore la nascita in Italia di USGF, impegnata nella difesa dei freelance dell’informazione”. Così Graham Watson, eurodeputato britannico in videoconferenza da Strasburgo, ha dialogato con i giornalisti freelance. Titolo del convegno, promosso oggi a Roma da USGF -Unione sindacale giornalisti freelance-, “Informazione discount: senza tutele verità a rischio. Una soluzione europea per i freelance?”.

“La tutela della libertà d’informazione e d’espressione dei cittadini – ha spiegato Graham Watson – sono fondamentali e spesso non sono rispettati. In Europa ci sono casi eclatanti, come quello della Bulgaria, ma anche la situazione italiana è particolarmente seria. Negli ultimi mesi, con ripetuti attacchi alla libertà di stampa, si è andati oltre”. E ha aggiunto: ”La scarsa tutela dei diritti dei freelance potrebbe danneggiare la qualità dell’informazione, perché l’assenza di pari dignità nel lavoro e le basse retribuzioni non consentono di approfondire la notizia e di svolgere inchieste serie”.

“Le politiche europee di sovvenzione e aiuti alle aziende editoriali, affinché mantengano la loro indipendenza – ha aggiunto Andrea Manzella, direttore del Centro studi sul Parlamento della Luiss – dovrebbero essere correlate al rispetto dei diritti dei lavoratori e all’introduzione di tutele sociali”.

“Senza informazione – ha dichiarato Claudio Paielli presidente di Federconsumatori del Lazio – le società di consumatori non esistono. Il diritto all’informazione è un diritto fondamentale dei cittadini”.

Un bollino di certificazione europea e una rete di osservatori in ogni paese, per garantire la qualità dell’informazione e il rispetto degli standard economici dei professionisti. Queste le principali proposte, emerse dal dibattito, che saranno approfondite e avanzate in tutte le sedi europee, dal Parlamento alla Federazione Giornalisti europei. USGF e l’eurodeputato Graham Watson s’impegnano a consolidare la collaborazione.

PostHeaderIcon L’Unione Sindacale dei Giornalisti Freelance si confronta con l’Europa. I VIDEO DEL DIBATTITO


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PostHeaderIcon L’Unione Sindacale dei Giornalisti Freelance si confronta con l’Europa. Giovedì 26 novembre, a Roma, il dibattito “Informazione discount: senza tutele verità a rischio”

La qualità dell’informazione italiana, l’autonomia dei media e le condizioni lavorative dei giornalisti a confronto con gli standard europei. Questo, in sintesi, il tema del dibattito promosso dall’USGF, la neonata Unione sindacale dei Giornalisti freelance, a Roma, giovedì 26 novembre 2009.

Il convegno, dal titolo“Informazione discount: senza tutele verità a rischio. Una soluzione europea per i freelance?” si terrà presso la Sala delle Bandiere del Parlamento Europeo, e avrà ospiti di grande rilievo. Sono stati invitati a partecipare il deputato europeo Graham Watson, il direttore della  European Federation of Journalists Renate Schroeder, il direttore del Centro studi sul Parlamento della LUISS Andrea Manzella e il presidente di Federconsumatori Rosario Trefiletti. Per l’USGF, promotore dell’iniziativa, interverrà la giornalista freelance Simona Fossati. A moderare il dibattito ci sarà l’inviato di guerra freelance Barbara Schiavulli.

“Come nuovo soggetto sindacale dei freelance l’USGF – spiega Simona Fossati – si interroga sulla condizione generale in cui operano i giornalisti italiani e sul rapporto fra qualità dell’informazione e libertà dell’informazione. Il 50% dei media nel nostro Paese, televisioni, quotidiani, periodici e testate online, sono realizzati da giornalisti senza contratto, senza tutele e quasi sempre sottopagati. Un mercato editoriale simile, dove i giornalisti non hanno garanzie professionali di alcun tipo, può dare ai cittadini un’informazione autorevole e di qualità? Secondo noi, senza tutele sindacali e remunerazioni adeguate, chi lavora alle notizie non è nelle condizioni ottimali per svolgere un servizio. Con questo dibattito vogliamo confrontarci con l’Europa e comprendere meglio gli scenari in cui operano i colleghi dell’informazione negli altri Paesi”.

Informazione discount: senza tutele verità  a rischio.

Una soluzione europea per i freelance?

Giovedì 26 novembre 2009

ore 11:00

Sala delle Bandiere del Parlamento Europeo

Via Quattro Novembre, 149 Roma

freelance@usgf.it

Coordinamento: Alessandra Lombardi cell. +39-377. 12.89.193

Ufficio stampa: Enrico Englaro cell. +39-334.69.65.436

PostHeaderIcon Una sentenza della Corte di Cassazione a tutela dei freelance

No a compensi irrisori decisi arbitrariamente dagli editori. In mancanza di un accordo, il giornalista va pagato secondo il tariffario dell’Ordine

Il compenso del giornalista freelance non può essere stabilito in modo arbitrario dall’editore, ma deve essere frutto di un accordo.
Se così non è, si applicano le tariffe professionali stabilite dall’Ordine dei giornalisti. Lo ribadisce una sentenza della Corte di Cassazione, la n. 11011 del 13 maggio 2009, che ha condannato la società editrice a corrispondere la differenza tra il compenso versato e quello previsto dal tariffario dell’Ordine al giornalista freelance che aveva fatto ricorso al giudice.

Il compenso da lavoro autonomo del giornalista va quindi effettuato secondo i criteri fissati dall’art. 2233 del codice civile (che disciplina i compensi spettanti ai prestatori d’opera intellettuale, quali sono i giornalisti): in primo luogo va determinato sulla base di un accordo tra le parti (non può essere fissato quindi in modo arbitrario dall’azienda); in secondo luogo, se non c’è l’accordo, il giornalista va pagato sulla base delle tariffe professionali vigenti.

Se il compenso è irrisorio o in caso di controversia, il giornalista può ricorrere al giudice del lavoro per ottenere il pagamento delle differenze tra le somme percepite e quelle dovute in base al tariffario.

Un motivo in più per indurre le aziende a concordare preventivamente i compensi, anziché stabilirli unilateralmente come oggi spesso accade e, per i colleghi, a non accettare compensi non adeguati al lavoro svolto.

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PostHeaderIcon Comunicato stampa INFORMAZIONE DISCOUNT: SENZA TUTELE VERITÀ A RISCHIO IN ITALIA SERVONO PIÙ TUTELE PER I GIORNALISTI FREELANCE

Roma – Il giornalismo del futuro passa per i freelance che all’estero sono trattati con rispetto perché se ne conosce e apprezza la professionalità, cosa che non accade in Italia. Occorre rafforzare questa categoria di giornalisti garantendo maggiori tutele e compensi, per non correre il rischio che con loro se ne vada anche un pezzo di democrazia.

È quanto emerso in occasione dell’incontro “Informazione discount: senza tutele verità a rischio”, che si è tenuto questa mattina a Roma, nella sede della FNSI in Corso Vittorio Emanuele II. Sono intervenute le giornaliste: Barbara Schiavulli e Simona Fossati. L’incontro è stato moderato da Marilisa Verti.

«Chi lavora in zone come l’Iraq deve sostenere spese che non sono alla portata di tutti i giornalisti freelance. – ha affermato Barbara Schiavulli, freelance di guerra – Le spese giornaliere sono elevate, tra albergo, macchina per gli spostamenti e traduttore spendo mediamente 500 euro al giorno. Mentre gli articoli vengono pagati dalle testate italiane dai 100 ai 2.000 euro. Pertanto devo lavorare come una matta, anche con radio e tv. Nel mio ultimo viaggio in Afghanistan, per esempio, ho fatto 70 collegamenti radio, 4 apparizioni video e scritto 41 pezzi in 25 giorni. Competo con Corriere e Repubblica ma i loro inviati devono scrivere un solo pezzo al giorno, mentre io lavoro per cinque».

Schiavulli ha aggiunto: «Non ho bisogno di essere assunta nel momento in cui faccio quello che mi piace, ma vorrei avere più tutele. Non ho mezzi per combattere contro la decurtazione dei prezzi. Se dovessi dare un consiglio a dei ragazzi direi di andare all’estero dove il freelance è pagato di più ed è trattato con rispetto perché se ne conosce e apprezza la professionalità, cosa che non accade in Italia».

Simona Fossati invece, ha presentato l’USGF (Unione Sindacale Giornalisti Freelance) che ha chiesto alla FNSI il riconoscimento come organismo di base, figura prevista dallo statuto del sindacato stesso. «Il nocciolo della questione è che il freelance dovrebbe costare all’editore più del redattore. Così come accade all’estero. – ha detto Fossati – Ora poi il tentativo degli editori è di avvalersi di una forza lavoro esterna, lasciata allo sbaraglio, senza tutele e soggetta a ricatti». L’obiettivo di USGF è quello di trovare vie alternative per risolvere tutti quei problemi che interessano il mondo dei giornalisti freelance, ponendosi nei confronti di FNSI non come alternativa, ma come un organismo complementare e specializzato, ribadendo inoltre il concetto che un mercato dei freelance forte non può essere che virtuoso anche nei confronti delle realtà redazionali. Il giornalismo del futuro passa per i freelance.

Due video della conferenza trasmessa in diretta streaming sono disponibili qui.

Contatti

Alessandra Lombardi (Roma) 377 128 91 93

Marilisa Verti (Milano) 348 304 95 22

Sito Web: www.usgf.it

E-mail: freelance@usgf.it

Conferenza Stampa USGF
(ANSA) - ROMA, 24 GIU - È nato l'Organismo di Base dei Freelance, Usgf (Unione Sindacale Giornalisti Freelance). A Roma, una delegazione di giornalisti freelance ha protocollato alla Fnsi, la Federazione nazionale della stampa, l'atto costitutivo per procedere, come da Statuto della Federazione, al riconoscimento ufficiale dell'Usgf da parte del Consiglio Nazionale della Fnsi. «L'Organismo di Base - spiega una nota - agendo all'interno della Fnsi, vuole stimolare la Federazione perchè si attivi per la tutela del lavoro autonomo. L'Organismo di Base si rivolge ai giornalisti freelance, liberi professionisti, lavoratori autonomi. Nasce per difendere i diritti dei collaboratori davanti alle prepotenze degli editori; per mettere un argine al Far West del lavoro autonomo; per ottenere tutele. Nasce perchè la questione dei free lance non può più aspettare». (ANSA). STF 24-GIU-09 20:35 NNN
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