Archivio di giugno 2010
INTERCETTAZIONI/Lo sciopero va fatto, ma durante i mondiali
Il segretario della Fnsi (Federazione Nazionale della Stampa Italiana), Franco Siddi ha annunciato per il 9 luglio “la giornata del silenzio per la stampa italiana con lo sciopero generale contro il ddl intercettazioni. Dovrà coincidere con la giornata finale di discussione del ddl – ha spiegato Siddi – quindi se sarà altrimenti cambieremo la data”. No, davvero, una volta in più c’è qualcosa che non si capisce. Abbiamo una occasione d’oro: i mondiali di calcio, e si aspetta il 9 luglio?
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DALLE NOSTRE AGENTI A CADICE
L’Usgf manda due Alessandre al Congresso mondiale dei giornalisti
Dopo un viaggio avventuroso e piuttosto rocambolesco, la scorsa settimana, siamo riuscite a partecipare a un giorno e mezzo di lavori del Congresso mondiale dell’International Federation of Journalists a Cadice, in Spagna.
Partendo ci aspettavamo di incontrare giornalisti di tutti i paesi e di immergerci in un contesto internazionale. Arrivate ci siamo rese conto che il Congresso è molto di più. Ogni intervento sulla situazione specifica di un paese o di un’area (alcuni erano frutto di tavoli impostati sui vari continenti), regalava una serie di riflessioni a catena, di spunti e suggerimenti per confrontarci e discutere tra di noi e ai tavoli da pranzo per ore. Ne abbiamo ricavato molte idee per i nostri gruppi di lavoro e per l’Usgf.
COMMISSIONI LAVORO AUTONOMO USGF DECIDE DI RESTARNE FUORI
Usgf ha deciso di non entrare a far parte delle commissioni sul lavoro autonomo.
Due i motivi sostanziali:
- Dopo aver lavorato per creare un organismo di base e criticato la nascita stessa delle commissioni, non può legittimarle.
E non perché sono una realtà creata dalla dirigenza Fnsi, ma perché per statuto non avranno mai completa libertà di azione.
- Legittimando le commissioni, tacitamente, si delegittima non solo l’esistenza stessa dell’Usgf, ma anche il concetto di organismo di base,
unica via percorribile oggi per la difesa dei freelance.
Ora, partendo dal presupposto che nessuno è contro la Fnsi (Usgf ha chiesto di farne parte) ma piuttosto sì è contro le scelte della sua dirigenza,
è opportuno che chi aderisce a Usgf non si faccia coinvolgere nelle attività delle commissioni.
Per creare un’identità comune e, soprattutto, per non essere strumentalizzati.



